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Cortona e la montagna

Cortona e la montagna  

ROSSO

Mezzi: percorribile a piedi

Difficoltà: media

Tempo: dalle 2 alle 6 ore

Tappe: 1° Cortona – Croce di San Egidio; 2° Croce di San Egidio – Sodo; 3° Cortona – Metelliano; 4° Portole – Falzano; 5° Portole – Poggioni; 6° Monte Maestrino – Pierle; 7° Perle – Bacigalupo; 8° Ossaia – Sepotaglia.
Tutti i percorsi saranno corredati da cartina dettagliata dei sentieri.

La montagna, con i suoi sentieri, prati, boschi, vedute panoramiche dagli straordinari effetti scenografici completa e qualifica il quadro ambientale del territorio cortonese. Luogo da sempre vissuto fin dal tempo degli etruschi conserva un ecosistema inalterato, ricco di volatili quali: biancone, albanella, sparviero, poiana, falco pecchiaiolo, allocco, civetta, barbagianni, sterpazzola, fringuello, passera d’Italia, picchio rosso maggiore,ma anche mammiferi come la donnola, la lepre, la talpa cieca, il riccio europeo, lo scoiattolo, il ghiro, la faina, l’assiolo, l’istrice, la puzzola, il cinghiale, il tasso, il capriolo, la volpe, la pernice rossa, il fagiano, la quaglia...

Area situata lungo la dorsale Alpe di Catenaria-Poti è di tipo Appenninico. I rilievi maggiori sono costituiti dall’Alta di S. Egidio (1056 m), Monte Castel Giudeo (1037 m), Monte Traforata (1030 m), Monte Ginezzo (926 m), Monte Maestrino (809 m), Monte della Croce e Montemaggio. Tutti questi rilievi sono caratterizzati da crinali di grande panoramicità, che spaziano a 360°, a sud con spettacolari vedute del lago Trasimeno, della Valdichiana, fino al Monte Amiata, a nord si può ammirare tutto il corso dell’Alto Tevere, che nasce dal Monte Fumaiolo, l’Alpe della Luna e la Val di Chio.
Sono stati conservati tratti di sentieri basolati che erano in uso già nell’età Neolitica e pienamente in funzione in periodo etrusco, ove trovarono in età romanica una massiccia lastricatura.